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| Articoli
di alcuni quotidiani del 26 novembre 1999 sulla notizia del blocco, da parte della Rai, della trasmissione "Porta a Porta" prevista per venerdì 26 novembre 1999 |
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IL CORRIERE DELLA SERA del 26 novembre 1999 pagina 9 |
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La puntata sulla querela di DAlema al vignettista sarà trasmessa dopo le
suppletive. Zaccaria: perché nessuno mi ha avvertito della vicenda? |
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ROMA
La puntata di "Porta a porta" con Giorgio Forattini sulla satira si
farà: non più oggi ma venerdì 3 dicembre. Lo fa sapere la Rai con un preoccupato
comunicato: "Non cè stata alcuna censura, ma solo una valutazione di
opportunità" di Raiuno. La tesi è nota. Troppo vicine le elezioni di domenica e il
timore che la Rai finisse coinvolta nella vertenza DAlema-Forattini (tre miliardi di
danni richiesti dal primo al secondo per una vignetta). Venerdì il primo ostacolo sarà
caduto. In quanto al secondo, ieri sera Pasquale Cascella, portavoce di Palazzo Chigi, ha
assicurato che non ci sarà mai il "coinvolgimento" di chi affronterà
giornalisticamente la vicenda. |
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LA REPUBBLICA del 26 novembre 1999 pagina 11 |
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| Sulla
satira la Rai ci ripensa "La trasmissione dopo il voto" D'Alema: "Ma la vera vittima sono io" di ALDO FONTANAROSA |
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ROMA
- "Porta a porta", la trasmissione di Bruno Vespa dedicata ai tormentati
rapporti tra satira e politica, inizialmente prevista per questa sera, andrà in onda
venerdì 3 dicembre, dopo il voto. L'Ufficio legale della Rai insiste nel chiedere che la
messa in onda avvenga dopo le elezioni suppletive di questa domenica, per non violare le
norme sulla "par condicio". Si ridimensiona, invece, il rischio querele. Eppure
solo due giorni fa, la Rai considerava rischioso affrontare in studio la lite miliardaria
che sta contrapponendo il vignettista Giorgio Forattini, uno degli ospiti, al premier
Massimo D'Alema. |
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LA STAMPA del 26 novembre 1999 |
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| Palazzo
Chigi: vergognose le accuse di pressioni per cancellare il "Porta a Porta" con
Forattini Satira tv, la Rai fa dietrofront Sì alla trasmissione ma il Polo attacca di Maria Grazia Bruzzone |
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ROMA
"La puntata di Porta a Porta sulla satira andrà in onda venerdì
prossimo 3 dicembre. Non cè stata nessuna censura". Solo alla fine della
mattina, un laconico comunicato dellufficio stampa della Rai tenta di arginare la
valanga di polemiche che hanno seguito lannullamento della registrazione del
programma di Bruno Vespa, previsto in origine per stasera. Una puntata che in realà non
trattava genericamente di satira, ma del caso Forattini-DAlema, nato da una vignetta
che ritraeva il premier intento a "bianchettare" i nomi del dossier Mitrokhin.
Unallusione che DAlema non aveva gradito, al punto di querelare Forattini per
3 miliardi. Nel programma dovevano intervenire lo stesso Forattini, affiancato da Staino e
Vincino più Giulio Andreotti, Ciriaco De Mita,Umberto Bossi. Lultimo giallo di Saxa
Rubra |
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LA NAZIONE del 26 novembre 1999 |
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La Rai si pente, va in onda il caso Forattini |
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ROMA
Agostino Saccà, direttore della prima rete Rai, scivolando sulla buccia di banana
di una timida censura all'italiana, si è portato appresso l'intera tv di Stato e perfino
gli inquilini di palazzo Chigi, costretti alle minatorie auto-assoluzioni dello staff
presidenzale. Tutto per una vignetta. Alla fine il Porta a Porta sulla satira si farà
dopo il voto, venerdì 3 dicembre ma pochi avranno ancora voglia di ridere.
Certo non il direttore generale, Pier Luigi Celli, accusato dal Polo di essere
D'Alema-dipendente, ma che in realtà di tutta questa vicenda non sapeva nulla e che ieri
mattina a denti stretti si è limitato ad annunciare una succesiva presa di posizione di
Zaccaria. Il presidente deve aver pensato che due spiegazioni siano meglio di una. Ha
detto quindi che la direzione di rete ha cancellato il programma dopo un consulto con
l'ufficio legale, per evitare di amplificare gli effetti della querela dalemiana nei
confronti della famosa vignetta di Forattini e per evitare di violare le leggi sulla
campagna elettorale. Si sarebbe però potuta fare una trasmissione senza politici, ma
questa soluzione non è stata presa in considerazione. Zaccaria ha comunque toni
rassicuranti. Non c'è stata alcuna censura, la trasmissione andrà in onda il 3 dicembre.
Ma nel frattempo la polemica ha già superato il limite di guardia, costringendo il
portavoce di D'Alema, Pasquale Cascella, a una nota appuntita, più che altro nelle
intenzioni: "A nessuno è consentito questo il testo di costruire
teoremi come quello di presunte pressioni censorie di palazzo Chigi sulla Rai. Di questo
caso il presidente del Consiglio può ben dirsi vittima. E' vergognoso che si cerchi
maldestramente di alimentare una campagna di strumentalizzazione politica". Un modo
per chiudere la porta con fragore, ma i buoi sono già lontani e soprattutto
a causare il loro esodo è stata la singolare decisione di D'Alema di querelare un
vignettista. Sta di fatto che quando la nota di palazzo Chigi prende il volo, la polemica
infuria da un pezzo, col Polo che grida alla censura, la Rai che si difende come può e
gli uomini di Botteghe oscure vagamente in affanno. Il presidente della commissione
parlamentare di Vigilanza, Francesco Storace, minaccia un esposto a Enzo Cheli, presidente
dell'Authority. Poi dice che i vertici di viale Mazzini sono sotto ricatto da parte di
Palazzo Chigi e non esclude un prossimo interessamento della commissione alla vicenda. Il
presidente di An, Gianfranco Fini, sostiene che "la paura di perdere il potere
produce isteriche reazioni nella maggioranza", mentre Paolo Bonaiuti, braccio destro
di Berlusconi, si dice esterrefatto: "Non basta alla sinistra il bavaglio
all'opposizione, ora lo mettono persino alla satira, come non osarono neanche gli
imperatori romani. E' una vergogna". Ci sono poi le tesi contrapposte di Marco
Taradash e Beppe Giulietti. Il primo sostiene che tutta la vicenda va letta come "uno
sgambetto della Rai veltroniana a D'Alema". Il responsabile comunicazione di Botteghe
oscure dice che Taradash delira, ma contestualmente avanza un'altra ipotesi suggestiva:
che sia stato Vespa a voler provocare D'Alema, sapendo benissimo che quest'ultimo non
avrebbe potuto intervenire alla trasmissione. Il conduttore di Porta a Porta replica a
stretto giro: "E' un'idea che si commenta da sola. La trasmissione era stata
impostata in modo da non violare, a nostro avviso, le norme di legge sulla campagna
elettorale. L'ufficio legale della Rai ha dato un giudizio diverso e noi ci siamo attenuti
ad esso". Commenti sprezzanti e preoccupati per quanto avvenuto sono giunti anche dal
Ccd, dalla Lega e persino dal quotidiano cattolico Avvenire ("era meglio la prima
Repubblica"), mentre Cesare Romiti coglie la palla al balzo per riproporre il tema
della privatizzazione Rai. Commento interessato, visto che notoriamente la Rcs vede di
buon occhio un eventuale ingresso nel business televisivo. In serata è giunta la replica
di Forattini: "Mi appello al diritto di satira, e così faranno i miei legali.
Combatto questa battaglia per poter continuare a lavorare, sia io sia i giornalisti". |
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Forattini in TV |
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| In onda su Telelombardia martedì 30 novembre, ore 22.30. | ||
| In onda a "Porta a Porta", Rai 1, venerdì 3 dicembre. | ||
| Potete inviare messaggi a Giorgio
Forattini al seguente indirizzo: staff@forattini.it Grazie! |
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