Speciale: vignetta On. Massimo D'Alema

Vignetta 11.10.1999, "La Repubblica"

Comunicato ANSA 24 novembre 1999
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Mentre all'aeroporto di Linate mi accingevo a salire sull'aereo per Roma, dove avrei dovuto prendere parte alla puntata di "Porta a Porta" dedicata alla satira, prendendo spunto dalla vignetta per la quale il presidente del consiglio mi ha citato in giudizio, ho ricevuto una telefonata con la quale mi si comunicava che l'ufficio legale della Rai aveva deciso di cancellare la trasmissione.
Non ho chiesto, né mi sono state riferite, le ragioni di tale repentina decisione.
La stessa comunicazione è giunta agli altri ospiti, alcuni dei quali erano già partiti per Roma.
Io ho solo dovuto recuperare il bagaglio che era già stato imbarcato e tornare a Milano.

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Articoli di alcuni quotidiani del 25 novembre 1999 sulla notizia
del blocco, da parte della Rai, della trasmissione "Porta a Porta"
prevista per venerdì 26 novembre 1999

CORRIERE DELLA SERA del 25 novembre 1999

pagina 7
Caso Forattini, la Rai cancella la puntata

Annullata la trasmissione di Vespa sulla querela di D’Alema. Palazzo Chigi: nessuna ingerenza

Il portavoce del premier: siamo soltanto vittime eravamo esclusi in partenza

ROMA — Niente "Porta a porta" sulla satira politica venerdì sera. Niente puntata sul caso Forattini-D’Alema, sulla famosa vignetta pubblicata da "la Repubblica" lunedì 11 ottobre e dedicata al caso della lista Mitrokhin. Il contenuto è ormai stranoto. C’è un D’Alema al tavolo con rotolone di carta e pennellino, sulla sua testa un quadro di Marx appeso allla parete, da fuori campo arriva una voce che chiede "allora, arriva ’sta lista?" e D’Alema che risponde "Un momento! Non s’è ancora asciugato il bianchetto!". Una vignetta per la quale il presidente del Consiglio ha chiesto tre miliardi di danni con questa motivazione (parole di D’Alema): "Fermo restando il diritto alla satira che tengo in massimo conto, contiene solo informazioni false e diffamatorie".
Ma come e perché la puntata è stata sospesa o, meglio, annullata? Ecco il film della giornata di ieri. A mezzogiorno è tutto pronto. Alle 18 si registrerà la puntata di venerdì sera. Ci sarà Giorgio Forattini con Giulio Andreotti, Umberto Bossi, Ciriaco De Mita, Vincino e Staino: Giannelli manderà una "vignetta di solidarietà". Ma dall’ufficio legale Rai, guidato da Rubens Esposito, arriva un parere alla direzione di Raiuno: la trasmissione presenta due pericoli, domenica ci sono le elezioni supplettive e si rischia di infrangere la legge 515 del ’93 sulla par condicio "denigrando una delle parti in causa"; e poi c’è il contenzioso tra D’Alema e Forattini, si potrebbe "ampliare l’area del danno risarcibile" quindi la Rai potrebbe essere chiamata a rispondere.
Vespa prende atto, sospende la puntata e non commenta. A sollecitare un parere all’ufficio legale è stata la direzione di Raiuno affidata ad Agostino Saccà il quale "fa sapere" che è "prassi usuale" sollecitare un’opinione dell’ufficio legale in casi simili a questo. Fine. Di censura alla direzione di Raiuno non vogliono nemmeno sentir parlare.
Le reazioni. Il presidente della commissione di Vigilanza, Francesco Storace (An) va giù duro: "Fatto di inaudita gravità. La Rai si preoccupa di censurare una trasmissione sulla satira per una legge sulla campagna elettorale proprio mentre si disinteressa della campagna stessa, favorendo così l’Ulivo. Intanto, tace sulle telefonate di D’Alema e Velardi a Celli. Il che mi fa pensare che continuino tranquillamente a telefonarsi".
Diversa l’opinione del verde Mauro Paissan, suo vicepresidente: "Fatta la frittata, avrei comunque fatto fare la trasmissione". Quale frittata? "Non sarebbe stato il massimo dell’equilibrio trasmettere una puntata simile a due giorni dal voto. L’errore è stato di Vespa. Mi chiedo se sia stato indice di insensibilità o di "eccessiva sensibilità"". In che senso? "Basta pensare all’esaltazione della Prima Repubblica vista nei giorni scorsi a "Porta a porta". Io parlerei di overdose di militanza politica...".
Bossi ironizza: "Il programma sarebbe stato particolarmente utile per la scarsa tolleranza di D’Alema per l’ironia. Si sa che i potenti preferiscono una satira corriva che, facendo finta di prendere in giro, esalta. Il vero scandalo non dovrebbe essere il fatto che Forattini prenda in giro D’Alema: ma che lo prende in giro troppo poco".
Se a Raiuno si limitano timidamente a "far sapere", parla invece apertamente e senza problemi il consigliere Rai Vittorio Emiliani: "Per me, la via giudiziaria contro la satira resta la più improduttiva, poiché la satira di per sé è trasgressiva... I politici dovrebbero sopportarla. Detto questo, forse è meglio lasciar passare le suppletive: ogni cosa che accade in una trasmissione Rai fatalmente attira un’attenzione spropositata e assume dimensioni addirittura apocalittiche. O paradisiache. Basti pensare a ciò che sta accadendo a Fabio Fazio che, senza giochi e senza gare, viene fucilato sul campo perché non ottiene gli ascolti da gare e da giochi".
E sufficente chiedere un’opinione a chi milita nel campo opposto a quello di Storace, per esempio al segretario di Rifondazione comunista Fausto Bertinotti, per leggere una difesa di Vespa e un attacco a Palazzo Chigi. Dice Bertinotti al "Corriere della Sera": "Sembra che per governo e presidente del Consiglio la Rai non sia mai abbastanza "amica". Alla trasmissione di Vespa viene sostanzialmente impedito di andare in onda sul caso Forattini. Non solo si censura la satira ma anche l’opinione degli autori di satira. Chi si è macchiato della grave colpa di una satira irriverente verso il presidente del Consiglio non può apparire nemmeno in una composta trasmissione". Così conclude Bertinotti: "Possiamo almeno chiedere se la censura ha un termine dopo il quale decade, lasciando liberi i conduttori televisivi di scegliere i loro ospiti?".
Ma in serata Palazzo Chigi dice la sua attraverso il portavoce Pasquale Cascella. Il quale sa benissimo l’accusa che aleggia: Palazzo Chigi ha voluto la censura... Risposta: "Al contrario. In realtà, siamo vittime passive d’un caso Forattini, visto che dal "Corriere della Sera" di martedì scorso abbiamo appreso che Forattini avrebbe partecipato a "Porta a porta" a patto che non ci fosse D’Alema. Quindi, eravamo esclusi in partenza e non avevamo ragione di intrometterci".
E il temutissimo (dall’ufficio legale Rai) ampliamento del danno risarcibile"? Davvero il presidente del Consiglio Massimo D’Alema avrebbe querelato anche la Rai? "Il rischio non avrebbe avuto ragione di sussistere, visto che l’ampliamento c’è già stato. La vignetta è stata ripresa da altri giornali e da altri autori satirici. E nessuna iniziativa, come è possibile vedere, è stata presa"
Paolo Conti


Giannelli, 25.11.1999

Giannelli: che posso dire? E’ un vespaio
Ma per Giorgio è una strenna natalizia

"È stata annullata la puntata di Porta a porta sulla satira? Che posso dire: è un vespaio". Emilio Giannelli, "matita" di punta del Corriere non rinuncia alla battuta fulminante. "Sinceramente — aggiunge facendosi serio — non so quali siano le motivazione della Rai e non voglio dare giudizi. Certo, si ha l’impressione di un'ulteriore influenza politica sulla libertà delle trasmissioni, e questa è una cosa negativa che si aggiunge alla negatività della reazione di D'Alema alla vignetta di Forattini. Non so come interpretare questo segnale, che tra l'altro viene da un presidente del Consiglio che è stato direttore di giornale. Questo per me rimane un grosso interrogativo". Giannelli, che aveva pronta una vignetta di solidarietà a Forattini da inviare a Porta a Porta (pubblicata qui a sinistra), non teme che la querela di D’Alema possa intimidire il lavoro dei vignettisti. "Non credo possa funzionare da deterrente, anche perché non esistono i presupposti né per una condanna penale né per una richiesta di risarcimento danni. Sicuramente, D'Alema non ha fatto bene i suoi calcoli: si è trovato di fronte un'opinione pubblica schierata contro". E Forattini? "Lui può solo ringraziare il presidente del Consiglio. Non avrebbe potuto trovare un meccanismo più efficace per promuovere il suo ultimo libro: per lui è stata una vera strenna natalizia".


Staino, 25.11.1999

Staino: mi colpisce, è un segnale terribile
Allora niente tv nemmeno su Berlusconi

"Mi sembra grave, terribile, una decisione oscurantista". Sergio Staino, padre di Bobo, coscienza critica "a fumetti" della sinistra, doveva essere uno degli ospiti chiamati da Bruno Vespa a Porta a porta per discutere di satira e dei suoi limiti. Staino lunedì scorso aveva dedicato la sua rubrica settimanale, un’intera pagina sull’Unità, quotidiano dei Ds, proprio alla vicenda Forattini, disegnando un presidente del Consiglio al vertice di Firenze distratto dalla querela e dalla cifra da chiedere al vignettista come risarcimento danni. E oggi non sa spiegarsi perché la Rai abbia deciso di bloccare la trasmissione di Vespa. "Mi è stato detto che era stata una decisione dell'ufficio legale, visto che c’era di mezzo una querela. Ma che significa, allora non si potrebbero fare servizi neppure su Berlusconi che è sotto processo. Già il primo segnale, la reazione di D’Alema a una vignetta, non era stato positivo. Questo della Rai mi sembra un episodio grave, lo ripeto, un’azione oscurantista". Staino non usa mezzi termini, anche se non nasconde il rammarico per una vicenda che vede come protagonista un premier di sinistra. "È la cosa che più mi angoscia. D'Alema, che mi piace per molte cose, non doveva compiere questo atto liberticida. È un brutto, brutto segnale".


Vauro, 25.11.1999

Vauro: tutta questa storia mi pare patetica
Non ci resta che passare alla clandestinità

"Grottesco, una caso di censura totale e per giunta preventiva". Vauro, al secolo Vauro Senesi, vignettista del manifesto che non ha esitato di schierarsi con Forattini sulla vignetta D’Alema-Mitrokhin, non ha dubbi nemmeno adesso che Viale Mazzini ha dato l’alt al programma di Vespa. "Questa vicenda — osserva — è direttamente collegabile al clima che si è creato e all'eccesso di zelo della Rai nei confronti di chi sta al potere. Forse hanno paura di dover pagare anche loro dei soldi...". Quindi Vauro attacca, con sarcasmo, il presidente del Consiglio: "È strano D'Alema, concede diciotto mila lire di aumento ai carabinieri e poi chiede tre miliardi per sé. A me tutta questa storia mi sembra patetica. Anch’io in passato l’ho attaccato e qualche vignetta su di lui può scapparmi ancora. Spero almeno che non se ne accorga, che non mi quereli e chieda anche a me tre miliardi. Anzi, spero che non mi chieda 500 mila lire, perché queste ce l’ho davvero".
Vauro, il giorno dopo la notizia della querela a Forattini, aveva proposto ironicamente una "polizza anti-D’Alema". "Ma se bloccano pure le trasmissioni in Rai — aggiunge adesso — vuole dire che a noi vignettisti non ci resta che passare in clandestinità".


Vincino, 25.11.1999

Vincino: mi hanno detto di stare a casa
Chissà perché, forse sono pericolosissimo

"In questi due giorni dalla Rai mi hanno chiamato un’infinità di volta: per chiedermi che cavalletto volevo, per la liberatoria, per mandarmi l’auto. Mi ero preparato, anche psicologicamente, e poi mi hanno detto che l’ufficio legale aveva fermato tutto. Stranamente". Anche Vincino doveva essere ieri sera a Porta a porta per difendere Forattini e la libertà d’espressione della satira. E adesso, senza timori, come in una vignetta delle sue, prova a disegnare uno scenario. "Ho letto pochi giorni fa un’intervista al direttore generale Celli che diceva di essere stato mandato in Rai da D’Alema e da Marini. Chissà se c’entri proprio Celli in questa storia... Certo è che non si è mai visto che bloccassero una trasmissione. Forse, avevano paura di noi vignettisti. Ma non siamo così terribili, mica combiniamo sconquassi. Oppure sì?". (a cura di Riccardo Bruno)


Ma sul "Foglio" Luca Sofri, figlio di Adriano, lo difende: giusto reagire alle falsità. E Jacopo Fo avvisa: contro la satira nessuno ha mai vinto

"Papà non l’avrebbe mai fatto": Bobo Craxi e Forlani jr bocciano il premier

MILANO — Figli di personaggi pubblici. Politici o intellettuali, poco importa: tutti i loro papà sono comunque possibili querelanti. Perchè possono subire o hanno subito in passato attacchi anche violenti da parte di vignettisti o giornalisti. Due di loro, Bobo Craxi e Alessandro Forlani, hanno avuto il padre presidente del Consiglio. Proprio come Massimo D’Alema. E allora come valutano l’iniziativa di chiedere tre miliardi a Forattini per la famosa vignetta di Massimo-Hitler che "sbianchetta" il dossier Mitrokhin?
Il primo "erede illustre" a schierarsi pubblicamente, ieri con una lettera aperta al Foglio, è stato Luca Sofri, figlio di Adriano. Una posizione forse inattesa: a difesa del premier. Sofri jr ha voluto far sapere al suo amico Michele Serra, che sull’Unità aveva chiesto a D’Alema di ritirare la querela, di non essere d’accordo con lui. Perché è vero che "la querela è strumento che incattivisce, e la richiesta di miliardi può essere, in alcuni casi, un’ulteriore vigliaccata, ma le mani prudono". Dunque, D’Alema "e chiunque altro in questo Paese — ha scritto Luca Sofri — fa bene a reagire come può e come si può, alle falsità che i giornali scrivono (e lo fanno), e che da quel momento centinaia di migliaia di persone fanno proprie". Al telefono Sofri (tra l’altro anche lui giornalista, fa il redattore a Panorama) ci tiene a precisare di "non avercela naturalmente con Forattini". Ma crede che "anche la satira debba prendersi le sue responsabilità, visto che non è più solo semplice sberleffo ai potenti".
La pensa diversamente Bobo Craxi, che vede nella reazione di D’Alema solo "il classico comportamento dei potenti che non sanno mai ridersi addosso. La querela è un atto forte, soprattutto se fatta da chi ha sempre utilizzato la satira contro i propri avversari politici. No, in questi casi non si deve passare per i tribunali". E anche se "il D’Alema di Forattini" gli ricorda "più il grande dittatore di Chaplin di Adolf Hitler", Craxi jr ricorda che suo padre ("pur raffigurato in camicia e stivaloni neri quando l’antifascismo era una cosa seria, e quindi offeso in quanto figlio di partigiano, non querelò mai Forattini né altri vignettisti". Ci fu, però, la querela per una campagna pubblicitaria della Repubblica che lo raffigurava in espressione sonnolenta sotto lo slogan "La Repubblica sveglia l’Italia". "Ma in quel caso — precisa Bobo - si trattava di altra cosa, di uso fraudolento di un’immagine a scopo pubblicitario".
A differenza di Craxi, Arnaldo Forlani subì pochi attacchi satirici: "querelò un giornalista sulla vicenda P2 e vinse, vignettisti mai", ricorda il figlio Alessandro. Che però "almeno dal punto di vista strettamente giuridico" giustifica D’Alema, convinto che "essendo il premier rappresentato mentre compie un’azione illecita ci siano gli estremi" per adire le vie legali. Tuttavia, anche Forlani jr crede che "questo tipo di attacco pesante vada tollerato dai politici, perché nella coscienza collettiva di fronte a quella vignetta nessuno pensa che davvero D’Alema abbia ritoccato il dossier".
Lo sa anche Jacopo Fo, figlio di Dario e Franca Rame, satirico di professione. Che però, due anni fa, si dimise dalla rivista Boxer proprio per un articolo satirico contro sua madre: "Mi fece molto male ma mai mi sognai di querelare qualcuno. D’Alema dovrebbe ricordarsi che la satira lavora per iperboli e che nessuno ha mai vinto cause del genere. Ma che ci volete fare: lui è uno che nessuno ha mai visto ridere, altrimenti gli frana la faccia...".
Enrico Caiano


LA REPUBBLICA del 25 novembre 1999

pagina 19

"Caso Forattini", la Rai blocca lo show di Vespa

I legali fanno annullare la puntata sulla satira: "Stiamo fuori dalla lite con D'Alema"

di ALDO FONTANAROSA

ROMA - Su consiglio del suo ufficio legale, ieri la Rai ha annullato la registrazione della puntata di "Porta a porta" che Bruno Vespa avrebbe dedicato al rapporto tra satira e politica. La puntata, che sarebbe andata in onda domani, prevedeva la presenza in studio dei maggiori disegnatori satirici, incluso Giorgio Forattini. Ed è stata proprio la presenza di Forattini a mettere in allarme la Rai, decisa a non giocare alcun ruolo nella lite giudiziaria che sta opponendo il disegnatore di Repubblica e Panorama al presidente del Consiglio, Massimo D'Alema.
La lite nasce dalla vignetta che Repubblica ha messo in pagina l'11 ottobre, vignetta che mostra il premier D'Alema cancellare con il bianchetto alcuni nomi dal dossier Mitrokhin sulle spie del Kgb. D'Alema ha chiesto a Forattini un risarcimento di 3 miliardi. Nel suo parere, Rubens Esposito, responsabile degli Affari legali della Rai, ricostruisce il caso e indica almeno due rischi per l'azienda. Intanto, la trasmissione di Bruno Vespa avrebbe potuto "amplificare" l'eventuale diffamazione, l' eventuale danno procurato a D' Alema: la tv pubblica, insomma, poteva essere chiamata lei pure in giudizio. C'era poi il rischio di esporre il premier alle critiche dei disegnatori senza fornirgli un'opportunità di replica, il tutto a poche ore dalle elezioni politiche suppletive di domenica 28, mentre vigono le norme del '93 sulla "par condicio". Norme che hanno già bloccato la presenza di Berlusconi alla trasmissione di Fabio Fazio.
Già sulla strada degli studi tv di Saxa Rubra, i politici invitati da Vespa hanno preso male le decisione della Rai di spegnere le telecamere. Umberto Bossi, leader della Lega, chiede che sia messa in onda una "trasmissione di rara utilità" che avrebbe sottolineato la "scarsa tolleranza del premier". Francesco Storace, An, già annuncia che il caso sarà discusso dalla commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai che lui stesso presiede: "E' un caso di servilismo", dice. Batte un colpo anche Lucio Malan, Forza Italia, per difendere "la sistematica intimidazione di chi, come Forattini, vuole stare fuori dal coro". Per l' Usigrai, il principale sindacato dei giornalisti della Rai, "la vicenda dà, comunque la si guardi, una brutta immagine della tv di Stato, confusa o addirittura timorosa al cospetto del potere".
Lui, Forattini, racconta: "Nessuno mai mi aveva citato per danni o querelato. Né i democristiani, né Berlusconi. Gli unici sono stati Craxi e D'Alema. La verità è che, da quando la sinistra è al potere, tira un'aria gelida per noi. Perché parlo di intimidazione? Perché ricevo una citazione miliardaria e non una semplice querela penale. Perché D'Alema cita me e, a dispetto della consuetudine, non cita anche il giornale. Perché non ho la possibilità di andare in video a esporre le mie ragioni".
Pasquale Cascella, portavoce di Palazzo Chigi, ribalta l'accusa: "Primo: ieri noi non abbiamo mosso un dito e sfidiamo chiunque a dimostrare il contrario. Piuttosto leggiamo sul Corriere della Sera di martedì che Forattini aveva posto una precisa condizione alla sua partecipazione a "Porta a porta": che non ci fosse D'Alema. Dunque, l'unica censura preventiva è quella che lui ha provato a esercitare. Vogliamo anche rassicurare la Rai: non vediamo alcun rischio che il caso, già ampiamente discusso sulla stampa, trovi altre amplificazioni". Sulla vignetta, il giudizio resta severo ("neanche il Polo fino ad allora si era spinto a certe allusioni"), ma sarà un soggetto terzo, un giudice, "a valutare se e in che misura è diffamatoria".


LA STAMPA del 25 novembre 1999

Saltato il "Porta a Porta" con Forattini: troppo alto il rischio di querele

Satira, la Rai si autocensura

Claudia Arletti

NO, perdio, la satira no. Soprattutto se rischia di infilarsi (infiltrarsi?) nelle case degli italiani sotto forma di dibattito televisivo. E così ieri, con tante telefonate convulse agli ospiti e mille imbarazzatissime scuse a destra e a sinistra, la Rai ha annullato all’ultimo minuto la registrazione di una puntata di "Porta a Porta" sul seguente argomento: vige oppure no, in Italia, il diritto di fare satira politica?
La trasmissione doveva essere registrata ieri sera, per poi andare in onda domani su Raiuno. Dietro l’iniziativa, il caso "D’Alema versus Forattini", finito sui giornali con medio clamore qualche giorno fa: il presidente del Consiglio non aveva gradito una vignetta firmata dal disegnatore di Repubblica, che lo ritraeva intento a cancellare con il bianchetto i nomi delle "spie" contenute nel dossier Mitrokhin. Bello? Brutto? Di sicuro, il premier, mai troppo tenerello con i giornalisti per inclinazione naturale, questa volta deve avere deciso che era troppo e ha risposto a muso duro: querela da tre miliardi, che Forattini, in caso di sconfitta, dovrà pagare di tasca propria.
Caso intrigante, politicamente e culturalmente parlando: così ecco invitati per discuterne in tv Giorgio Forattini e alcuni suoi colleghi, come Sergio Staino e Vincino, forse Antonio Ricci ("Striscia la notizia"), più Umberto Bossi, Ciriaco De Mita, Giulio Andreotti e altri. In tutto, una ventina di persone, con Bruno Vespa a dirigere. Ma non se ne farà niente. Ieri, l’ufficio legale della Rai, sollecitato dalla direzione della rete a esprimere un parere, ha infatti consigliato di annullare la registrazione con la seguente motivazione: trattandosi di un dibattito che trae spunto da una querela, ed essendoci perciò un procedimento in corso, "si rischia l’estensione e l’amplificazione del danno"; in sostanza, la Rai teme di infilarsi in una rovinosa bega giudiziaria con il presidente del Consiglio. "Perché capisce", spiegava ieri un dirigente, "il rischio era davvero alto". Alto? "Il fatto è che D’Alema non era stato invitato e quindi sarebbe stata assente una delle due parti in causa, che così non avrebbe potuto controbattere. Querela sicura".
Formalmente ineccepibile, la scelta dell’annullamento appare come un episodio di autocensura preventiva, che non fa fare un figurone alla Rai e, in verità, neanche al temutissimo premier. Subito si sono levate alcune proteste, come quella di Umberto Bossi, che ha parlato di "scarsa tolleranza" da parte di Massimo D’Alema, o come quella del forzista Lucio Malan: "Sistematica intimidazione di chi è fuori del coro". Protestano, però, soprattutto loro, i disegnatori satirici. Sergio Staino - che fra l’altro è una firma storica dell’Unità, quotidiano legato al partito del premier - ha commentato, gentile e lapidario: "Il nostro presidente del Consiglio ha paura. Vorrei chiedergli perché il primo capo del governo di sinistra è anche il primo ad avere denunciato un disegnatore satirico". Quanto a Giorgio Forattini, lui ieri sera sembrava quasi rassegnato: "Se penso che ero già in aeroporto... Vespa ha detto che lui è un produttore, non poteva farci nulla. Io sono perplesso e anche sospettoso. Secondo me, è in pericolo la libertà di satira e di stampa".
Vedremo come evolverà la vicenda. Nel frattempo, registriamo che del caso Forattini parlerà, sul prossimo numero, il settimanale satirico "Cuore". Titolo a caratteri cubitali: "D’Alema è uno s...".


Altri articoli

IL GIORNALE del 25 novembre 1999 - Interni

IL MANIFESTO del 25 novembre 1999

L’UNITA’ del 25 novembre 1999 - Politica

IL MESSAGGERO del 25 novembre 1999


NEWS dal sito www.mondadori.com del 19 novembre 1999

Giudici, processate Forattini!

D’Alema ci riprova chiedendo 3 miliardi per una vignetta. E La Repubblica...

Una notizia a una colonna in basso, a pagina 10. Così, martedì 16 novembre, La Repubblica ha informato i lettori della querela miliardaria spedita da Massimo D'Alema a Giorgio Forattini (che con Eugenio Scalfari è anche fra i fondatori del giornale) per la vignetta pubblicata dal quotidiano in prima pagina l'11 ottobre scorso. Una querela che chiama in causa la libertà di espressione e pone qualche interrogativo non banale sugli effettivi spazi di democrazia per la critica al potere politico in questo Paese. Quella vignetta, che ripubblichiamo in alto in questa pagina, raffigura un D'Alema seduto alla scrivania vestito da tipografo e intento, davanti al quadro di Carlo Marx appeso alla parete, a cancellare con il bianchetto i nomi delle vere o presunte spie sovietiche elencate nel dossier Mitrokhin. D'Alema ha detto di "tenere nel massimo conto il diritto di satira, ma di avere agito perché il disegno conterrebbe solo informazioni false e diffamatorie". Lo ha rivelato lunedì 15 novembre all'agenzia Ansa lo stesso Forattini, aggiungendo un particolare che La Repubblica, nella sua notizia a una colonna, ha curiosamente dimenticato: la querela del capo del governo sarebbe stata indirizzata soltanto a lui. Il che significa che in caso di condanna ed eventuale risarcimento danni non sarebbero chiamati in causa, come di solito avviene, né l'editore, né il direttore del quotidiano, che martedì 16 novembre, per solidarietà, ha messo a disposizione di Forattini gli avvocati del gruppo.

"Il gesto di D'Alema mi ha lasciato esterrefatto" dice Forattini. "E dire che alle querele sono abituato. Negli anni della Prima repubblica ne ho ricevute almeno una ventina: il giudice esaminava la vignetta, si metteva a ridere e la cosa finiva lì. Ora, con la sinistra al potere, tutto è diventato più difficile. In passato la richiesta di risarcimento dei danni contro i giornalisti non superava le poche decine di milioni. Ora siamo ai 3 miliardi. Che cosa avranno ancora il coraggio di scrivere i giornalisti davanti a richieste così esorbitanti? Si limiteranno a firmare le veline del potere". In fatto di risarcimento danni D'Alema non scherza. Per la copertina di Panorama del novembre '91 ("Io rublo. E tu?") disegnata da Forattini per denunciare i finanziamenti dell'Est al Pci, il direttore di allora, Andrea Monti e la Mondadori furono condannati in primo e secondo grado dai giudici di Milano. E dovettero pagare 529 milioni e 865 mila lire.


Altri commenti

ROMITI, LA CENSURA E' INTOLLERABILE

(ASCA) - Roma, 25 nov - ''La censura e' un fatto intollerabile'' secondo il presidente dell'Rcs, Cesare Romiti, che si e' soffermato a commentare la vicenda della sospensione del programma di Bruno Vespa, Porta a Porta, previsto per domani sulla satira politica la cui registrazione e' stata sospesa ieri sera. ''La censura in linea di principio non va fatta - ha detto - deve intervenire la legge quando si contravviene alla legge. Ma la censura intesa nel senso di opportunita' di scrivere, di trasmettere, o fare qualche cosa non e' tollerabile''.


FINI, VICENDA INCREDIBILE

(ASCA) - Roma, 25 nov - ''L'incredibile vicenda della censura alla tramsissione di Bruno Vespa e l'isterica reazione all'iniziativa di Alleanza Nazionale a sostegno delle sacrosante richieste dei Cocer dimostrano che ormai la sinistra vive nel quotidiano terrore di perdere il potere, e' per questo che ha perso la testa''. Lo ha dichiarato il presidente di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini.


F.I., SIAMO ESTERREFATTI

(ASCA) - Roma, 25 nov - ''Siamo esterrefatti. Non bastava alla sinistra mettere il bavaglio all'opposizione. Ora cala la cortina del silenzio perfino sulla satira politica, come non osarono fare neanche gli imperatori romani. Su questo episodio, anzi, la sinistra e' giunta addirittura all'incredibile, a cercare di impedire il dibattito in televisione''. Lo afferma il portavoce di Silvio Berlusconi, Paolo Bonaiuti, secondo il quale ''tutto questo succede mentre la stessa sinistra si riempie la bocca di 'par condicio' e occupa intanto i telegiornali pubblici con parate elettoralistiche del governo e della maggioranza. Una vergogna''.


CONFALONIERI, CONTRARIO A TUTTE LE CENSURE

(ASCA) - Roma, 25 nov - ''Sono contro le censure. Sono contro tutte le censure''. E' questo il commento del presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, sulla vicenda della sospensione del programma di Bruno Vespa, Porta a Porta sulla satira politica che doveva andare in onda domani.


CELLI (RAI), E' UN PROBLEMA DI RETE

(ASCA) - Roma, 25 nov - ''E' un problema della rete. Comunque oggi il presidente Zaccaria fara' una dichiarazione in proposito''. E' quanto ha dichiarato il direttore generale della RAI, Pierluigi Celli, a margine di un convegno, circa la sospensione del programma di Bruno Vespa, 'Porta a porta' su D'Alema con Forattini. La puntata del programma doveva andare in onda domani, ma ieri sera la registrazione e' stata sospesa da Raiuno.


PUNTATA SU FORATTINI VENERDI' 3 DICEMBRE

(ASCA) - Roma, 25 nov - La puntata di 'Porta a porta' sulla satira andra' in onda venerdi' 3 dicembre. E' l'ufficio stampa della Rai ad annunciarlo con un comunicato. ''Non c'e' stata alcuna censura'', si legge nella nota, perche' ''ieri c'era stata solo una valutazione di opportunita' della Direzione di rete, basata sul parere dell'Ufficio legale che sottolineava il rischio di responsabilita' aziendale per una amplificazione del danno, essendo in presenza di una vertenza legale. E poi il particolare momento della messa in onda alla vigilia di un voto elettorale, impone particolari regole alla presenza di politici in tv''.


Forattini in TV

In onda su Telelombardia martedì 30 novembre, ore 22.30.
In onda a "Porta a Porta", Rai 1, venerdì 3 dicembre.

SPECIALE DEL 24 NOVEMBRE 1999

Potete inviare messaggi a Giorgio Forattini
al seguente indirizzo:
staff@forattini.it
Grazie!

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